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Controllare i contratti di manutenzione: salari contrattuali, obblighi di verifica, sei leve

La manutenzione viene fatturata tramite forfait, tariffe orarie, spese di trasferta e materiale. Che cosa spinge i prezzi nel 2027, quali verifiche sono obbligatorie e dove i contratti di manutenzione diventano troppo cari.

Che cosa vale nel 2027

Aggiornato al 23 ottobre 2026. Fonti in fondo alla pagina.
Fattore di costo o normaValoreStato
Installazioni elettriche, Berlino-BrandeburgoSalario orario di riferimento 20,10 € dal 1° gennaio 2027 (+3,06 %), 20,70 € dal 2028approvato
Installazioni sanitarie, riscaldamento e climatizzazione, Renania Settentrionale-Vestfalia+2,55 % dal 1° marzo 2027approvato
Industria metalmeccanica ed elettrotecnicaL’obbligo di pace del lavoro termina il 31 ottobre 2026, l’IG Metall chiede il 5 %da definire
Prezzi di costruzione, manutenzione di edifici residenzialiAgosto 2026: +6,0 % rispetto all’anno precedente; nelle nuove costruzioni impianti elettrici +7,2 %, impianti di riscaldamento +5,2 %statistica
Metalli, prezzi alla produzioneSettembre 2026: +14,0 %, rame e semilavorati in rame +31,4 %statistica
Refrigeranti (gas fluorurati)Nel 2027 si dimezzano le quantità consentite di HFCapprovato

Nei due rinnovi contrattuali qui sopra i salari aumentano nel 2027 del 2,55 % (installazioni sanitarie, di riscaldamento e climatizzazione, Renania Settentrionale-Vestfalia) e del 3,06 % (installazioni elettriche, Berlino-Brandeburgo); le altre aree contrattuali hanno rinnovi propri. Se il vostro fornitore di servizi annuncia un aumento nettamente superiore, la differenza deve derivare dal materiale o da altri costi, e questo si può documentare. Nel materiale a spingere i prezzi sono soprattutto i metalli: a settembre 2026 rame e semilavorati in rame superavano del 31,4 % il livello dell’anno precedente.

Come si compone il prezzo

Un contratto di manutenzione combina di solito un forfait per impianto per un ambito di prestazioni definito con tariffe orarie per le riparazioni, spese di trasferta per intervento e il materiale, fatturato al prezzo d’acquisto più un ricarico o al prezzo di listino meno uno sconto. Tempi di intervento e servizio di picchetto sono componenti di prezzo a sé. Le verifiche da parte di organismi di ispezione autorizzati, ad esempio per gli ascensori, si aggiungono come prestazioni di terzi.

Verifiche che generano costi

Valori indicativi e intervalli massimi, aggiornati al 23 ottobre 2026. Molti intervalli li stabilisce il datore di lavoro nella sua valutazione dei rischi.
ImpiantoVerificaIntervalloBase normativa
AscensoriVerifica principale da parte di un organismo di ispezione autorizzato e, tra due verifiche principali, una verifica intermediaIntervallo stabilito dal datore di lavoro, al massimo due anniBetrSichV, allegato 2, sezione 2
Impianti elettrici e apparecchiature fisseVerifica da parte di un elettricista qualificatoValore indicativo: quattro anniDGUV Vorschrift 3
Apparecchi portatiliVerifica da parte di una persona competenteValore indicativo: sei mesi; con un tasso di difettosità inferiore al 2 % intervalli più lunghi, fino a un anno nelle officine, fino a due anni negli ufficiDGUV Vorschrift 3
EstintoriManutenzione da parte di una persona espertaogni due anni, intervalli diversi solo secondo le indicazioni del fabbricanteASR A2.2
Impianti di refrigerazione e climatizzazione con gas fluoruratiControllo delle perdite da parte di personale certificatoin base alla quantità di carica in CO2 equivalente, per alcuni gas in chilogrammi; meno spesso con un sistema di rilevamento delle perditeRegolamento (UE) 2024/573

Stabilite nel contratto chi sorveglia le scadenze, incarica l’organismo di ispezione e segue l’eliminazione dei difetti. Altrimenti le verifiche le pagate due volte oppure le saltate.

Sei punti in cui i contratti di manutenzione diventano troppo cari

  1. Forfait senza capitolato delle prestazioni. Non è chiaro se riparazioni, materiale, trasferta e verbali siano inclusi. Un inventario degli impianti per sede con capitolato delle prestazioni fa chiarezza.
  2. Tempo di intervento non definito. Vale fino all’arrivo sul posto o fino all’eliminazione del guasto, in quali orari di servizio, e che cosa succede se non viene rispettato? Graduate i tempi di intervento in base alla criticità: la refrigerazione non come una serranda avvolgibile.
  3. Trasferta per ogni intervento. In una rete di filiali le singole trasferte si sommano. Raggruppate gli appuntamenti per regione e pianificate dei giri di interventi.
  4. Ricarico sul materiale senza base definita. Un ricarico su un prezzo di listino che nessuno verifica, e nessuna soglia di approvazione per le riparazioni. Concordate la base, ad esempio il prezzo d’acquisto risultante dal giustificativo, un ricarico fisso e una soglia di approvazione.
  5. Intervalli più fitti del necessario. Manutenzione più frequente di quanto richiedano prescrizioni, fabbricante e valutazione dei rischi. Per gli apparecchi portatili un basso tasso di difettosità consente intervalli più lunghi.
  6. Indicizzazione salariale sull’intero prezzo. Gli aumenti contrattuali incidono solo sulla quota salariale. Il materiale va legato a un indice, non a un ricarico forfettario. Vai alla clausola di indicizzazione dei prezzi

Prima di accettare un aumento

Chiedete per iscritto al vostro fornitore di servizi:

  • Quali impianti e prestazioni copre il forfait, e quali no?
  • Quale contratto collettivo si applica al vostro personale, e quanto incide la quota salariale sul prezzo?
  • Come fatturate il materiale, con quale ricarico e su quale base?
  • Com’è definito il tempo di intervento, e che cosa succede se non viene rispettato?
  • Chi sorveglia le scadenze delle verifiche, e chi incarica l’organismo di ispezione?

Per la verifica vi servono: i contratti di manutenzione con gli elenchi degli impianti, i capitolati delle prestazioni, i rapporti di intervento e di verifica e le fatture degli ultimi dodici mesi.

Come rinegoziamo i contratti di manutenzione

Partendo da contratti e fatture costruiamo un inventario degli impianti per sede, confrontiamo forfait, tariffe orarie e spese di trasferta e ricalcoliamo gli adeguamenti di prezzo rispetto al contratto collettivo e all’indice dei materiali. I contratti grandi li negoziano di persona i nostri negoziatori senior, insieme al vostro buyer. I numerosi contratti piccoli li gestiamo in modo standardizzato e con il supporto di software, secondo le vostre regole. Ogni accordo lo approvate voi.

Domande frequenti sulla manutenzione

La nostra ditta di manutenzione annuncia per il 2027 un aumento del 7 % a causa dei contratti collettivi. È plausibile?

Confrontatelo con gli aumenti concordati nei contratti collettivi: 3,06 % nelle installazioni elettriche a Berlino-Brandeburgo da gennaio 2027, 2,55 % nelle installazioni sanitarie, di riscaldamento e climatizzazione in Renania Settentrionale-Vestfalia da marzo 2027. Un aumento contrattuale incide solo sulla quota salariale: con una quota salariale del 60 %, un aumento contrattuale del 3 % giustifica circa l’1,8 % in più sul prezzo. Il resto il vostro fornitore di servizi deve documentarlo con altri costi, ad esempio il materiale.

Con quale frequenza vanno verificati gli apparecchi elettrici?

Lo stabilisce il datore di lavoro nella valutazione dei rischi. Valori indicativi secondo la DGUV Vorschrift 3 (norma tedesca di prevenzione degli infortuni): apparecchi portatili ogni sei mesi, meno spesso con un tasso di difettosità inferiore al 2 %, negli uffici fino a due anni; impianti e apparecchiature fisse ogni quattro anni.

La verifica degli ascensori è compresa nel prezzo della manutenzione?

Le verifiche le esegue un organismo di ispezione autorizzato, non la ditta di manutenzione: la verifica principale al massimo ogni due anni e, tra due verifiche principali, una verifica intermedia. Se l’assistenza alla verifica e le relative tasse siano comprese nel prezzo della manutenzione lo stabilisce il vostro contratto.

Che cosa cambia nel 2027 per gli impianti di refrigerazione?

In base al regolamento sui gas fluorurati, nel 2027 si dimezzano le quantità di idrofluorocarburi (HFC) che possono essere immesse sul mercato; entro il 2050 l’immissione sul mercato viene azzerata. Per la manutenzione e i nuovi impianti scattano divieti a tappe. Resta da vedere quanto ciò farà salire i prezzi dei refrigeranti.

Fonti

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Sebastian Dahm
Co-CEO, prodotto, vendite e dati di mercato

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