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Clausola di indicizzazione dei prezzi nei contratti di servizi: struttura, formula, errori

Una clausola di indicizzazione dei prezzi adegua il prezzo quando cambiano costi come i salari o l’energia. È equa solo se indicizza la quota che questi costi rappresentano nel prezzo.

Che cosa consente la legge

Il Preisklauselgesetz (PrKG, legge tedesca sulle clausole di prezzo) vieta di legare un prezzo, in modo diretto e automatico, a prezzi o valori non comparabili con la prestazione pattuita (§ 1 cpv. 1 PrKG). Secondo il § 1 cpv. 2 sono esclusi dal divieto:

  • Clausole di riserva della prestazione: il nuovo importo viene stabilito secondo equità, con un margine di discrezionalità.
  • Clausole di correlazione: le prestazioni messe a confronto sono sostanzialmente dello stesso tipo o almeno comparabili.
  • Clausole per elementi di costo: il prezzo è legato ai costi solo nella misura in cui questi incidono direttamente sul costo di produzione del fornitore.
  • Clausole che possono comportare soltanto una riduzione.

Una clausola di indicizzazione ai salari è una clausola per elementi di costo. È esclusa dal divieto solo nella misura in cui lega la quota salariale al contratto collettivo; se si indicizza l’intero prezzo, va oltre questo limite. Secondo il § 8 PrKG, tuttavia, una clausola di questo tipo diventa inefficace solo quando un tribunale accerta la violazione con sentenza passata in giudicato. Fino ad allora produce i suoi effetti.

Se la clausola figura in condizioni generali di contratto, i tribunali verificano anche tra imprese che non comporti uno svantaggio iniquo (§ 307 BGB, Codice civile tedesco). La maggior parte dei divieti di clausole dei §§ 308 e 309 BGB non si applica direttamente tra imprese (§ 310 cpv. 1 BGB). Nel 2014 il Bundesgerichtshof (Corte federale di giustizia tedesca) ha approvato una clausola che legava il prezzo del gas per i clienti commerciali unicamente al prezzo dell’olio combustibile: secondo la Corte, un imprenditore è in grado di valutare da sé se un simile collegamento sia appropriato (VIII ZR 114/13). Per voi significa: non affidatevi a un tribunale, ma regolate la clausola in sede di negoziazione.

Questa pagina descrive la situazione giuridica in termini generali. Non sostituisce una consulenza legale nel singolo caso.

Com’è strutturata una clausola di indicizzazione ai salari

  • Quota salariale b: ricavata dal calcolo dei costi e fissata nel contratto. La parte restante a = 1 − b resta fissa.
  • Indice: il salario di riferimento di una categoria salariale e di un contratto collettivo indicati per nome, oppure un indice dei salari contrattuali dello Statistisches Bundesamt (Destatis). Il valore di base è quello al momento del calcolo dei costi.
  • Soglia: l’adeguamento scatta solo a partire da una variazione prestabilita dell’indice, identica al rialzo e al ribasso.
  • Cadenza e documentazione: ad esempio una volta all’anno a una data di riferimento, con termine di preavviso e giustificativo.

P1 = P0 × (a + b × I1 / I0)

P0 è il prezzo applicato finora, I0 l’indice al momento del calcolo dei costi, I1 l’indice alla data di riferimento.

Esempio di calcolo

Un contratto di servizi costa 120’000 € all’anno, con una quota salariale del 60 %. Se l’indice sale del 4,0 %, il prezzo aumenta del 2,4 % e passa a 122’880 €. Se fosse indicizzato l’intero prezzo, si arriverebbe a 124’800 €, cioè 1’920 € in più all’anno. Se l’indice scende, il prezzo diminuisce secondo la stessa formula.

Valori fittizi: prezzo 120’000 € all’anno, quota salariale 60 %, soglia ±2 % sull’indice.
CasoIndiceNuovo prezzoVariazione
Prezzo di partenza100,0120’000 €–
Indice +4,0 %, indicizzazione solo sulla quota salariale104,0122’880 €+2,4 %
Indice +4,0 %, indicizzazione sull’intero prezzo104,0124’800 €+4,0 %
Indice −3,0 %, indicizzazione solo sulla quota salariale97,0117’840 €−1,8 %
Indice +1,5 %, sotto la soglia del 2 %101,5120’000 €nessun adeguamento

Quali indici sono adatti

  • Salari: il salario di riferimento di un contratto collettivo indicato per nome oppure l’indice dei salari contrattuali dello Statistisches Bundesamt (Destatis). Stabilite se il calcolo include o meno le gratifiche speciali: le due serie divergono.
  • Materiali ed energia: i prezzi alla produzione (statistica 61241) nella classificazione pertinente.
  • Merci per la rivendita: i prezzi di vendita all’ingrosso (61281).
  • Lavori edili e di manutenzione: gli indici dei prezzi delle costruzioni, inclusa la manutenzione (61261).

Sette errori che costano denaro

  1. Indicizzazione sull’intero prezzo. Aumentano anche spese generali e utile, benché sia cambiato solo il salario. Nell’esempio sono 1’920 € all’anno di troppo. Il Preisklauselgesetz esclude dal divieto una clausola per elementi di costo solo entro questo limite.
  2. Solo al rialzo. Nessuna riduzione, oppure una soglia solo per gli aumenti.
  3. Doppio conteggio. Indicizzazione ai salari contrattuali e ai prezzi al consumo sulla stessa quota, oppure indici dei salari e dei materiali che si sovrappongono.
  4. Mese base anteriore al calcolo dei costi. Se il valore di base è anteriore al momento del calcolo dei costi, gli aumenti già compresi nel prezzo vengono pagati una seconda volta.
  5. Riferimento poco chiaro. Quale contratto collettivo, quale categoria salariale, con o senza gratifiche speciali?
  6. Nessuna regola per l’indice. Che cosa vale se l’indice viene ribasato, rivisto o soppresso?
  7. Nessuna documentazione. Quota salariale senza giustificativo, adeguamento retroattivo, nessun obbligo di rendere noto il calcolo.

Domande frequenti sulla clausola di indicizzazione dei prezzi

Una clausola di indicizzazione dei prezzi è ammessa tra imprese?

Sì, nei limiti del Preisklauselgesetz. Sono ammesse, tra l’altro, le clausole per elementi di costo, che legano il prezzo ai costi solo nella misura in cui questi incidono direttamente sul costo di produzione del fornitore (§ 1 cpv. 2 n. 3 PrKG). Se la clausola figura in condizioni generali di contratto, deve inoltre reggere al vaglio del § 307 BGB.

Una clausola di indicizzazione dei prezzi deve trasferire anche i ribassi?

La legge non lo richiede espressamente. Ma se una clausola contenuta in condizioni generali di contratto consente solo aumenti, può svantaggiarvi in modo iniquo ed essere inefficace ai sensi del § 307 BGB; tra imprese, i tribunali applicano criteri meno severi. Concordate quindi espressamente la riduzione, con la stessa soglia prevista per gli aumenti.

Quale quota salariale va considerata?

Quella risultante dal calcolo dei costi del fornitore, documentata e fissata nel contratto. Senza una quota fissa non è possibile ricalcolare alcun adeguamento.

Che differenza c’è rispetto a una clausola di adeguamento all’indice dei prezzi al consumo?

Un prezzo che segue automaticamente un indice estraneo alla prestazione, come l’indice dei prezzi al consumo, è in linea di principio vietato dal § 1 cpv. 1 PrKG; la legge prevede eccezioni. Una clausola per elementi di costo, invece, lega il prezzo ai costi che il fornitore sostiene proprio per quella prestazione.

Fonti

Ricalcolare la clausola

Inserite i valori della vostra clausola. Il calcolatore mostra il nuovo prezzo se viene indicizzata solo la quota salariale e quanto costerebbe un’indicizzazione dell’intero prezzo.

Dal calcolo dei costi del vostro fornitore di servizi.
Ad esempio il salario di riferimento del contratto collettivo nel mese base.
Se la variazione dell’indice è inferiore, il prezzo non cambia.

Risultato

Variazione dell’indice
+4,0 %
Nuovo prezzo, indicizzazione solo sulla quota salariale
122’880 €
Nuovo prezzo, indicizzazione sull’intero prezzo
124’800 €
Differenza all’anno
1’920 €

Se viene indicizzato l’intero prezzo, pagate 1’920 € all’anno in più di quanto giustificato dalla quota salariale.

Formula: P1 = P0 × (a + b × I1 / I0), con b come quota salariale e a = 1 − b. Calcolo indicativo, non sostituisce la verifica del vostro contratto.

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Sebastian Dahm
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